Oltre una serie di questioni più prettamente pratiche (redazione del blog di LaborJus, creazione del sito di Ateneo e nazionale, coordinamento delle attività dei gruppi di studio), abbiamo deciso di concentrarci sulla sensibilizzazione dei nostri compagni di corso, in quanto riteniamo più consono lavorare soprattutto a livello locale. Per meglio raggiungere questo obiettivo, oltre che per avere uno spazio in cui i gruppi di lavoro possano ritrovarsi, richiederemo un aula durante il prossimo Consiglio di Facoltà.
Nella stessa direzione va, inoltre, la decisione di rafforzare la cooperazione con le altre componenti dell'università, da articolare secondo modalità da definirsi (laboratorio, comitato,..). L'idea è quella di dare vita a momenti di riflessione che non siano condizionati dalle tempistiche della protesta e che le diano più ampio respiro, ricreando inoltre quella communitas di studenti e professori cui aspiriamo. Sebbene a Roma sia stata espressa la volontà del movimento riguardo all'allargamento ai lavoratori, in particolare precari, non c'è accordo al riguardo. Riconosciamo comunque la necessità di entrare in contatto con il territorio, di modo da ridare all'università un ruolo nella società. E' emersa quindi la proposta di organizzare una serie di corsi serali rivolti alla cittadinanza, su tematiche che tocchino problemi comuni, quali ad esempio: contratti di lavoro, immigrazione, sicurezza. L'idea è appena abbozzata e qualsiasi contributo, sia in merito alle tematiche che all'organizzazione (si pensava a corsi tenuti da noi, durante il secondo semestre, con la collaborazione di dottorandi/ricercatori/docenti interessati), sarà più che ben accetto. Questa "formula", oltre a sensibilizzare la cittadinanza all'importanza della formazione superiore, ci permetterebbe di allargare la nostra analisi a tematiche diverse, approcciandole attraverso gli strumenti che ci sono propri.
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